Questo Codice raccoglie la normativa europea e nazionale, quest’ultima di rango primario, regolamentare e amministrativo, in tema di mediazione, per presentare al lettore il quadro di riferimento di tale nuovo istituto, ad un arco temporale breve dalla sua introduzione nell’ordinamento interno.
Il legislatore comunitario (con la direttiva 2008/52/CE) ha offerto occasione al legislatore interno per un intervento non di semplice attuazione della direttiva ma di più radicale riforma della tutela giudiziaria in sede civile. Il testo evidenzia l’attitudine della mediazione a fornire una soluzione delle controversie civili e commerciali rapida e idonea a preservare una relazione tra le parti.
Le scelte adottate nel decreto legislativo delegato (4 marzo 2010, n. 28) hanno apportato una vera e propria riforma della disciplina interna di settore oltre che una mera attuazione di normativa europea.
Nel Volume si evidenziano l’introduzione di un ambito di “obbligatorietà” dell’istituto, in un ampio novero di controversie e di previsione del preventivo esperimento del procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale; la previsione, con l’art. 13 ed in deroga al regime “ordinario” di ripartizione delle spese di lite di cui all’art. 91 cod. proc. civ. – peraltro modificato nel medesimo senso con l’art. 45 della medesima L. 69/2009 che ne ha innovato il comma 1 – di un sistema di disincentivi al rifiuto ingiustificato della proposta conciliativa formulata dal mediatore; la previsione di una speciale causa di annullabilità del contratto d’opera professionale tra difensore e cliente, in caso di mancata informazione di questo sulla possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione (art. 4.4).