Quando l’Editore ci ha informato dell’intenzione di procedere alla preparazione di una nuova edizione del codice penale operativo a meno di un anno da quella data alle stampe ci è sembrato che questa scelta fosse in contraddizione rispetto alle caratteristiche che sono proprie di un testo giuridico annotato con dottrina e giurisprudenza.
Eppure, nel lavorare a questo ulteriore aggiornamento, ci siamo resi conto di quanto questo intervento fosse necessario. Infatti quell’assedio legislativo che avevamo «denunciato» nelle precedente prefazione ha generato, come ovvia conseguenza, una rilevantissima produzione ermeneutica da parte della giurisprudenza e della dottrina.
Ed allora ci siamo resi conto di come fosse assolutamente fisiologico ai compiti di un’opera come la nostra dare conto di questi primi, ma importanti contributi interpretativi.
Pur consapevoli che non è possibile racchiudere tutti i nuovi interventi esegetici sulle norme del codice (tra cui la recentissima sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 61, n. 11bis, c.p., di cui non sono ancora edite le motivazioni), abbiamo cercato di offrire una lettura ragionata dei cambiamenti legislativi e delle soluzioni che gli interpreti stanno proponendo.
L’opera prende in considerazione, con un primo commento, anche le novità introdotte dalla L. 23 dicembre 2009 , n. 191 (Finanziaria 2010) dal D.L. 4 febbraio 2010, n. 4, conv. nella L. 31 marzo 2010, n. 50 (Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) e dal D.L. 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica).
Unico «ossequio alla tradizione» è il mantenimento del corredo d’istituti processuali richiamati per ogni disposizione di parte speciale e la tavola sinottica riportante i termini di prescrizione dei reati.
Chiudono l’opera gli indici sistematico, cronologico e analitico-alfabetico.