Il diritto internazionale è oggetto di costante costruzione sociale ad opera, tra l’altro, di tribunali internazionali ai quali Stati e altri attori non-statali si rivolgono in caso di controversia sull’interpretazione e l’applicazione delle norme internazionali. Alcuni si pronunciano esclusivamente o essenzialmente su controversie interstatali (come la Corte internazionale di giustizia, il Tribunale internazionale del diritto del mare e gli organi del Dispute Settlement Body dell’Organizzazione Mondiale del Commercio); altri su controversie tra Stati e individui (come le Corti istituite dai trattati sui diritti umani e i tribunali arbitrali in materia di investimenti esteri); altri ancora giudicano soltanto individui (come i tribunali penali internazionali e «ibridi»); altri infine possono considerarsi incardinati in ordinamenti autonomi (come i tribunali amministrativi delle organizzazioni internazionali e il Tribunale e la Corte di giustizia dell’Unione Europea). Il volume sviluppa un approccio sistemico e realista-costruttivista al diritto internazionale, attraverso l’analisi dei principali problemi della giurisdizione internazionale e del funzionamento dei tribunali e delle corti internazionali oggi esistenti, e in particolare indirizza la costruzione sociale del diritto internazionale verso la «persona umana». La presente edizione tiene conto, tra l’altro, delle più recenti vicende connesse ai conflitti russo-ucraino e israelo-palestinese, della crescente opposizione alle istituzioni internazionali, in particolare alla Corte penale internazionale, da parte di diversi Stati, incluso il governo italiano, e del futuro del diritto internazionale dopo la rielezione di D. Trump alla Presidenza degli Stati Uniti e la sua idea, recentemente dichiarata in una intervista al New York Times, che l’unico limite a se stesso è la sua «moralità». È il segno di tempi oscuri e pericolosi. Se il diritto ha una funzione di giustizia, come qui si argomenta, questa sua funzione è di proteggere i più deboli dalla prevaricazione dei più forti, chiunque siano i forti e i deboli del momento.