La confisca rappresenta oggi uno degli strumenti più incisivi nel contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto quando le mafie si proiettano nell’economia legale e nel sistema delle imprese. Muovendo da questa consapevolezza, il volume analizza criticamente le tre principali forme di confisca antimafia, presenti nel nostro ordinamento — confisca penale per l’associazione mafiosa, confisca allargata e confisca di prevenzione — verificandone l’effettiva adeguatezza rispetto alle trasformazioni dell’imprenditoria mafiosa contemporanea.
Particolare attenzione è dedicata alle ipotesi in cui l’infiltrazione criminale non investa integralmente l’impresa, ma si manifesti in forme parziali, settoriali o comunque non tali da compromettere del tutto la struttura economica e organizzativa dell’impresa. È proprio in questi casi che emerge con maggiore forza l’esigenza di affinare gli strumenti ablativi, così da distinguere, all’interno del compendio aziendale, le componenti illecite da quelle lecite, e salvaguardare, ove possibile, continuità produttiva, livelli occupazionali e utilità sociali dell’impresa.
Attraverso un percorso che intreccia analisi criminologica, ricostruzione giurisprudenziale e riflessione sistematica, il lavoro approda a una serie di proposte de iure condendo volte a rendere il sistema delle confische più selettivo, proporzionato ed efficace. Ne emerge una riflessione di grande attualità sul difficile equilibrio tra repressione della ricchezza mafiosa, tutela dei diritti costituzionali e difesa del tessuto economico sano.