Il libro, volendo mettere a fuoco l’oggetto dell’azione civile nel processo penale, affronta la questione innanzitutto sul piano sostanziale, traendone, poi, le dovute conseguenze processuali. Dal primo punto di vista, per un verso, si delinea la struttura, oggettiva e soggettiva, della pretesa risarcitoria da reato, riportandone il fondamento all’unico titolo giuridico di cui all’art. 2043 c.c., in quanto integrato dalle diverse fattispecie di reato richiamate dall’art. 185, 2° comma, c.p., e, per altro verso, si richiama la variegata prospettiva delle azioni restitutorie a cui rinvia l’art. 185, 1° comma, c.p. Successivamente, con particolare riguardo alla pretesa risarcitoria, si delineano i limiti oggettivi del relativo giudicato, ancorandolo all’individuazione dell’interesse giuridico coinvolto in una data vicenda della vita e, quindi, si chiariscono alcuni principi che presiedono al trattamento processuale della relativa domanda, sia nell’ambito del processo penale sia in quello del processo civile, potendo oggi l’interessato liberamente scegliere la sede che preferisce.