Il libro approfondisce i delitti di calunnia verbale e falsa testimonianza dapprima in una prospettiva storica, necessaria ai fini della loro comprensione; quindi in una prospettiva comparata, che dimostra come la soluzione italiana di una calunnia intesa in senso esclusivamente giudiziale, benché mai posta in discussione fin dai codici preunitari, sia rimasta pressoché isolata in Europa; inoltre in una prospettiva dogmatica, concernente la responsabilità del calunniatore e del falso teste quando dalla falsità sia derivata la privazione di libertà dell’accusato. L’attenzione si sposta poi sulla responsabilità del delatore che consapevolmente espone l’incolpato all’applicazione di leggi “ingiuste” in contesti politici illiberali. Vengono poi affrontati i più rilevanti problemi interpretativi posti dagli artt. 368 e 372 c.p. In conclusione, alla luce dei risultati acquisiti attraverso la ricerca, sono formulate alcune proposte in chiave riformistica.